FAQ

Ogni sezione dedicata ai prodotti contiene tutte le informazioni necessarie per accedere ai finanziamenti, in questa sezione trovate ulteriori approfondimenti e tutte le risposte alle domande più frequenti sulle tipologie di finanziamento di IBL Banca.
Noi di All Finance siamo tua disposizione per chiarire ogni dubbio, trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze e seguire ogni fase della pratica di finanziamento.

Cessione del quinto

Fino a che età si può richiedere la Cessione del Quinto dello Stipendio?
Il lavoratore dipendente può richiederla dai 18 anni e fino al raggiungimento del limite di età lavorativa (momento in cui la cessione deve essere conclusa); il pensionato non deve aver superato gli 82 anni e 3 mesi.
Il dipendente pubblico e statale può richiedere la cessione del quinto entro il compimento della vita lavorativa, ma può estinguere il prestito o traslarlo sulla pensione.

Cosa si intende per quota ceduta?
La quota ceduta è l’importo massimo mensile che può essere trattenuto dalla busta paga del lavoratore o cedolino del pensionato.

Quali sono le garanzie richieste da chi eroga una Cessione del Quinto?

  • Costituzione di un vincolo sul TFR, per le sole categorie per cui ne è contrattualmente previsto l’accantonamento, per garantire il rimborso del prestito in caso di cessazione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia la causa.
  • Stipula di una polizza assicurativa, obbligatoria per legge, a copertura di:
    • Rischio vita
    • Rischio impiego, ad integrazione dell’eventuale TFR.

Posso richiedere la cessione del quinto senza la presenza di garanzie reali?
Sì. nella cessione del quinto dello stipendio o pensione non sono indispensabili garanzie come ipoteche o fideiussioni. È sufficiente la garanzia del TFR, la stipula di due polizze assicurative (Rischio Vita e Rischio Impiego) e la trattenuta diretta in busta paga.

Sono dipendente di una piccola azienda privata, posso richiedere una cessione del quinto ?
Sì, ma la concessione del prestito è subordinata alla verifica e al rispetto sia di alcuni quantitativi minimi, sia di solidità economico finanziaria dell’azienda per la quale il richiedente lavora (scoring/rating). La verifica viene svolta disgiuntamente dalla Banca e dalla Compagnia che assicura il finanziamento. Quest’ultima verifica è necessaria per consentire il rilascio della copertura assicurativa del rischio impiego.

Quale normativa disciplina la Cessione del Quinto?
Le cessione del quinto dal punto di vista legislativo e normativo è regolamentata dal D.P.R. 180/50 aggiornato dalla Legge 14 maggio 2005, n. 80 e successivo D.P.R. 895/50.
Maggiori informazioni sulla pagina dedicata alla trasparenza.

Il datore di lavoro si può opporre alla richiesta di Cessione del Quinto da parte del dipendente ?
No. Il datore di lavoro è obbligato ad accettare una richiesta di cessione del quinto, in quanto diritto del lavoratore dipendente.

Con un mutuo in corso, è possibile richiedere la cessione del quinto dello stipendio?
Sì, gli altri finanziamenti non influiscono nella valutazione della richiesta di cessione del quinto.

Posso chiedere un prestito in più anche se ho in corso una cessione del quinto?
Si è possibile grazie al prestito con delega.

Se decido di licenziarmi e ho una cessione del quinto dello stipendio in corso cosa succede?
In questo caso, l’ente erogante tratterrà il TFR che hai maturato fino a quel momento ed eventualmente riformulare il piano d’ammortamento del debito residuo.Quali elementi devo considerare per valutare la convenienza di un prestito di cessione del quinto?
Oltre alla rata mensile i parametri che devi valutare sono:

  • T.A.N. (Tasso Annuo Nominale) , il tasso di interesse, espresso in percentuale su base annua, applicato all’importo del prestito. È la quota interesse che il cliente deve corrispondere al creditore oltre al capitale finanziato. Nel T.A.N non rientrano gli oneri accessori quali spese assicurative e le imposte.
  • T.A.E.G. (Tasso Annuo Effettivo Globale) , la percentuale d’interesse che indica il costo complessivo del finanziamento, a carico del cliente, per l’utilizzo del capitale richiesto ed include: spese d’istruttoria, assicurazioni, commissioni bancarie ed ogni altro onere previsto dal contratto. Gli interessi di mora e le spese legali per eventuali inadempienze sono esclusi dal calcolo del TAEG.

Si può recedere dal finanziamento di cessione del quinto?
Il diritto di recesso può essere esercitato entro 15 giorni dalla stipula del finanziamento per via di un ripensamento da parte del cliente che non necessita alcun consenso da parte della banca o di chi eroga. Il diritto di recesso va comunicato all’erogatore e se il finanziamento è già stato attivato si hanno 30 giorni di tempo per restituire capitale o interessi maturati previsti dalle condizioni del contratto. Il cliente, inoltre, deve rimborsare al finanziatore l’imposta sostitutiva pagata al datore di lavoro e all’ente pensionistico.

Posso contrarre una cessione del quinto se verso il mio TFR in un Fondo Pensionistico Complementare?
Sì, il TFR maturato e maturando può essere vincolato a garanzia del prestito anche se accantonato presso un Fondo Pensionistico Complementare (se quest’ultimo non ne prevede nel suo Statuto il divieto di escussione immediata in caso di perdita dell’impiego).

 Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata alla cessione del quinto o richiedi informazioni.

Prestito consolidamento

È possibile con la cessione del quinto consolidare altri debiti?
Si, è possibile in quanto chi richiede una cessione del quinto può utilizzarla sia per scopo di liquidità, sia per estinguere altri finanziamenti in corso. La cessione del quinto consente di ottenere importi consistenti con dilazioni fino a 120 mesi a rate sostenibili.

Perché dovrei contrarre un prestito di consolidamento?
Perché in questo modo hai un unico riferimento per tutti i prestiti che hai in corso e puoi dilazionare ulteriormente il tuo debito con una rata più bassa.

Maggiori informazioni sulla pagina dedicata al prestito consolidamento.

Quinto della pensione

Cosa è la quota ceduta?
La quota ceduta è l’importo massimo mensile che può essere trattenuto dal cedolino del pensionato.

Quali garanzie sono richieste da chi eroga una cessione del quinto della pensione?
È richiesta la stipula di una polizza assicurativa, obbligatoria per legge a copertura del rischio vita.

Si può richiedere la cessione del quinto della pensione senza la presenza di garanzie reali?
Sì. nella cessione del quinto della pensione non sono indispensabili garanzie come ipoteche o fideiussioni. È sufficiente la stipula della polizza assicurativa Rischio Vita e la trattenuta diretta sulla pensione.

Posso contrarre una cessione del quinto se la mia pensione è erogata da un Fondo Pensionistico Complementare?
Sì, se il reddito da pensione viene erogato con cadenza mensile e il Fondo non ne preveda esplicito divieto nel suo Statuto.

È possibile chiedere un prestito in più anche se è in corso una cessione del quinto della pensione?
No, per i pensionati non è possibile contrarre un prestito con delega.

L’Ente Pensionistico si può opporre alla richiesta di cessione del quinto da parte del pensionato?
No, l’Ente Pensionistico è obbligato ad accettare una richiesta di cessione del quinto della pensione, che rappresenta un diritto, salvo il caso in cui non ne sussistano i presupposti di legge.

Quali elementi devo considerare per valutare la convenienza di un prestito di cessione del quinto della pensione?
Oltre alla rata mensile i parametri che devi valutare sono:

  • T.A.N. (Tasso Annuo Nominale) , il tasso di interesse, espresso in percentuale su base annua, applicato all’importo del prestito. È la quota interesse che il cliente deve corrispondere al creditore oltre al capitale finanziato. Nel T.A.N non rientrano gli oneri accessori quali spese assicurative e le imposte.
  • T.A.E.G. (Tasso Annuo Effettivo Globale) , la percentuale d’interesse che indica il costo complessivo del finanziamento, a carico del cliente, per l’utilizzo del capitale richiesto ed include: spese d’istruttoria, assicurazioni, commissioni bancarie ed ogni altro onere previsto dal contratto. Gli interessi di mora e le spese legali per eventuali inadempienze sono esclusi dal calcolo del TAEG.

Si può recedere dal finanziamento di cessione del quinto della pensione?
Il diritto di recesso può essere esercitato entro 15 giorni dalla stipula del finanziamento per via di un ripensamento da parte del cliente che non necessita alcun consenso da parte della banca o di chi eroga. Il diritto di recesso va comunicato all’erogatore e se il finanziamento è già stato attivato si hanno 30 giorni di tempo per restituire capitale o interessi maturati previsti dalle condizioni del contratto. Il cliente, inoltre, deve rimborsare al finanziatore l’imposta sostitutiva pagata al datore di lavoro e all’ente pensionistico.

 Consulta la pagina dedicata alla Cessione del Quinto della Pensione o richiedi maggiori informazioni.

Prestito personale

Esistono limiti all’importo da richiedere con un prestito personale?
L’ importo di un prestito può essere compreso tra 154,94 euro e 30.987,41 euro.

In quali situazioni il prestito personale può essere rifiutato?
Le principali cause per cui un prestito non viene concesso sono:

  • la documentazione presentata dal richiedente rivela una capacità di rimborso non idonea;
  • il richiedente si trova in una situazione di sovra-indebitamento, ovvero ha in essere altri contratti di finanziamento che, insieme al prestito richiesto lo impegnerebbero oltre un terzo del suo reddito;
  • Il richiedente ha subito nel passato protesti e/o risultano evidenze di mancati pagamenti relativi a prestiti precedentemente ottenuti.

Al fine di valutare la reale capacità di rimborso del richiedente, l’istituto erogante può accedere ad alcune banche dati private oppure al sistema informativo della Banca d’Italia (Centrale dei Rischi).
Secondo la normativa vigente prima che un soggetto richiedente venga iscritto in una di queste banche dati deve esserne informato e deve aver concesso la propria autorizzazione.
Nel caso in cui il prestito non venga riconosciuto, l’istituto che lo ha negato deve comunicare al richiedente la motivazione, con particolare riferimento alle informazioni negative reperite in una banca dati.

Quali informazioni deve contenere un contratto di prestito personale?
Le più importanti informazioni obbligatorie, scritte nel contratto di prestito personale che dovrai controllare sono le seguenti

  • indicazione della somma e delle modalità di erogazione;
  • tasso di interesse praticato;
  • indicazione specifica del T.A.E.G.;
  • eventuali modalità di variazione del costo del contratto (costi e commissioni);
  • tutti i costi da sostenere (spese di istruttoria e oneri accessori quali spese di invio rendiconto periodico, eventuali spese di assicurazione e costi relativi al ritardo nei pagamenti);
  • ammontare delle rate e la loro scadenza;
  • eventuali garanzie ed assicurazioni richieste.

Prima di sottoscrivere il contratto è buona regola verificarne attentamente il contenuto, con particolare riferimento al T.A.E.G.
Maggiori informazioni sulla pagina dedicata alla trasparenza.

Che cos’è il T.A.E.G.?
Il T.A.E.G o Tasso Annuo Effettivo Globale rappresenta il costo effettivo del prestito che occorrerà corrispondere all’erogatore. Tale indicatore viene espresso in termini percentuali e rappresenta il costo comprensivo di interessi, costi ed oneri accessori. È l’indicatore più importante perché permette di confrontare le offerte di finanziamento a parità di importo e durata
Indicatori parziali come ad esempio il T.A.N. – Tasso Annuo Nominale – esprime il tasso di interesse applicato ma non comprende le altre spese.

Cosa accade se non pago una o più rate?
Nel caso di ritardo o mancato pagamento di una o più rate possono esserci degli effetti importanti come l’aumento degli interessi dovuti con l’applicazione di una mora (interesse aggiuntivo) e la segnalazione dell’intestatario del prestito agli enti di tutela del credito (centrali rischi, banche dati), che condividono l’informazione con l’intero sistema bancario e finanziario. La segnalazione compromette la reputazione creditizia del Cliente, ma viene preventivamente comunicata dall’ente finanziatore. Nel caso in cui si ritenga di non riuscire ad assolvere al pagamento anche di una sola rata è utile prendere subito contatto con l’erogatore per trovare eventuali soluzioni alternative.

Si può recedere dal contratto di prestito personale?
Sì. Con il diritto di recesso il cliente ha la facoltà di cambiare idea e di interrompere il contratto di finanziamento anche senza il consenso dell’istituto erogante, senza costi aggiuntivi e senza necessità di spiegare i motivi. Il diritto va esercitato entro 14 giorni a partire dalla conclusione del contratto, inviando all’ente erogante una comunicazione seguendo le modalità indicate nel contratto. Qualora il prestito sia già partito, anche in parte, il cliente che recede deve rimborsare entro 30 giorni capitale, interessi maturati e costi sostenuti dalla banca come imposta di bollo e/o imposta sostitutiva.

Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata al prestito personale o richiedi informazioni.

Prestito con delega

Il datore di lavoro può rifiutare una richiesta di prestito con delega?
Sì, il datore di lavoro può non accettare una richiesta di prestito con Delega. Tuttavia per i dipendenti statali la richiesta di prestito con delega è regolamentata da apposita convenzione tra l’amministrazione di appartenenza del richiedente e l’istituto di credito erogante. IBL Banca ad oggi ha stipulato convenzioni con tutte le principali amministrazioni dello stato.

Cosa si intende per doppio quinto?
Ci si riferisce al cumulo tra la rata di cessione del quinto e la rata di un prestito con delega che deve rientrare nel 40% (doppio quinto) dello stipendio.

Il prestito con delega può coesistere con altre trattenute in busta paga?

Sì, purché la somma delle trattenute non superi il 50% dello stipendio netto. L’approvazione della richiesta di prestito con delega è soggetta a verifiche sulla natura delle trattenute preesistenti in busta paga da parte dell’ente erogante.

È possibile estinguere anticipatamente il prestito con delega?
Sì, è possibile in qualunque momento. Il prestito può essere estinto, in via autonoma, anticipatamente recuperando gli interessi non maturati.

Se decido di licenziarmi con un prestito con delega in corso cosa succede?
In questo caso, l’ente erogante tratterrà il TFR che il dipendente ha maturato fino a quel momento, salvo poi d’accordo con lo stesso riformulare il piano d’ammortamento del debito residuo.

 

Maggiori informazioni sull’area dedicata al Prestito con delega; contattaci subito per maggiori informazioni.

 

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